”Oliver Twist” by Charles Dickens

Oliver Twist è uno dei più celebri romanzi di Charles Dickens che pone l’attenzione su importanti temi sociali riguardanti l’epoca vittoriana in Inghilterra. Questi sono: il lavoro minorile, l’utilizzo di bambini e ragazzi per commettere dei crimini, le condizioni di vita precaria nelle città, la corruzione, l’avidità.

Oliver resta orfano sin dalla nascita e quindi viene affidato alle cure di un orfanotrofio in cui lui e gli gli altri ragazzi subiscono maltrattamenti e vivono di stenti. Successivamente viene scelto per lavorare in un’impresa funebre, in cui, anche lì, viene maltrattato.

«La carne, signora, proprio così. Lei gliene ha data troppa, ha risvegliato in lui una forza di spirito che i poveri non hanno diritto di avere. È già molto che abbiano un corpo. Se lei avesse continuato a nutrirlo solo di farinate, tutto questo non sarebbe accaduto.»

[…] «Oh, misericordia, la generosità è sempre mal ricompensata.»

Per generosità quella nobile anima intendeva la notevole quantità di nauseabondi rifiuti di cucina offerti giornalmente a Oliver, dopo che il cane di casa si era ben guardato dal prenderli in considerazione.

Stufo dei maltrattamenti, fugge verso Londra. Lungo la via incontra un ladruncolo che gli promette di aiutarlo, ma invece lo fa entrare in un banda, controllata da Fagin, un avido ebreo. Dopo essere stato catturato, ingiustamente, in seguito a un furto, viene aiutato dal signor Brownlow, grazie al quale vede una via di fuga da quel mondo marcio, finchè Oliver non viene ritrovato dalla banda.

Oliver viene coinvolto in un furto ai danni di un ricco, ma viene ferito e lasciato indietro in un campo dai compagni malviventi. Appena si risveglia, si dirige a cercare aiuto e ritorna in quella casa, dove riceve aiuto.

I malviventi cercheranno invano di riattrarlo a sé. Oliver, avendo conosciuto un’esistenza migliore, non vuole abbandonarla.

Oltre alle tematiche sopra citate, si possono notare altre questioni descritte da Dickens. Come un continuo parlare di moralismo da parte delle classi più alte, ma i loro comportamenti mostrano tutt’altro, e dando la colpa alle classi inferiori per i mali della società.

«[…] voglio darti un bacio»

[…] «Ripeti quello che hai detto, spudorato! Come osi fare simili proposte? E tu, svergognata, incoraggiarlo in questo modo… baciarsi… incredibile!»

[…] Baciarsi! L’immoralità e la corruzione delle classi inferiori stanno dilagando spaventosamente. Se il Parlamento non si affretta a provvedere, la moralità scomparirà per sempre!»

Senza dimenticare la concezione della donna, sottomessa all’uomo.

«Resterò qui finché mi piace. Quanto a ronfare: stesso discorso. Ronferò, russerò, sbadiglierò, riderò o piangerò quanto e come voglio: fa parte delle mie prerogative personali.»

«Davvero? Le tue prerogative!» […] «Quali sarebbero? »

«Quella di comandare, per prima cosa, come si addice a un uomo.»

«Ah! Quali sarebbero, invece le mie prerogative?» […]

«Quelle di obbedire, naturalmente. […]»

La vita è un gioco, una commedia.

Laura

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